20 luglio 2018

Terni, vendita delle farmacie comunali: la Cgil, contraria, richiama il sindaco alla coerenza



TERNI, 20 lug. - No della Cgil alla vendita delle farmacie comunali di Terni. “La dismissione di un asset pubblico strategico come quello delle farmacie comunali –recita una nota del sindacato – ci vede contrari per numerose ragioni, a partire da quello che riteniamo essere, nel merito e nel metodo, un improprio stravolgimento della forma societaria di FarmaciaTerni, che ha comportato per l’azienda pubblica l’accollo di oneri impropri che ne hanno pesantemente penalizzato il bilancio”.
Non solo, la Cgil afferma anche che il valore stimato del sistema dell’azienda farmaceutica
di circa nove milioni, “è poco attendibile e decisamente al rialzo, come ha riscontrato anche la Corte dei Conti nella bocciatura del piano di riordino delle casse comunali, richiamando espressamente i temi di valutazione dell’azienda farmaceutica comunale".
“Le farmacie pubbliche – aggiunge la Cgil – anche in considerazione dell’aumento della popolazione che per motivi economici rinuncia alle cure mediche, costituiscono ormai un punto fermo all’interno della rete dei servizi di prevenzione, di cui non va sottaciuta l’importanza del ruolo sia nella promozione del farmaco, sia rispetto al calmieramento dei prezzi”.
Da qui l’auspicio di un’azione politica volta alla tutela di un asset pubblico fondamentale come quello delle farmacie comunali, anche nel rispetto di valori come la coerenza, dato che proprio il Sindaco, nella campagna elettorale da poco conclusa, affermava che le aziende partecipate del Comune “rappresentano un valore prezioso” e “indispensabili strumenti di attuazione di obiettivi strategici per le politiche di governo della città”.

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