18 luglio 2018

Terni, presidente del consiglio: per l'habemus papam ormai è tutto fatto




Francesco Ferranti
TERNI, 18 LUG.- Mentre la maggioranza di centrodestra in consiglio comunale a Terni da una dimostrazione di compattezza, così come d’altra parte fa il Movimenti cinque stelle, dai banchi della sinistra è arrivata la riprova delle difficoltà. Soprattutto quelle del Pd. Il consiglio comunale s’è riunito per eleggere il proprio presidente. E’ stata un’altra fumata nera, ma nel “conclave” che si riunirà domani l' habemus papam sarà annunciato. Sarà Francesco Ferranti, Forza Italia, così come da accordi raggiunti
in seno alla maggioranza Lega-ForzaItalia-Fratellid’Italia. Con la maggioranza qualificata richiesta, però, di voti a favore di Ferranti ne servivano 22, ma la maggioranza si ferma a 21. Ma guai a votare oggi per Ferranti: perché c’era quella proposta da parte di Alessandro Gentiletti, rappresentante di Senso Civico: lui era pronto a dare il voto che mancava per eleggere un candidato condiviso. “Orrrrore!”, esclamava il povero Sabani. E la stessa cosa hanno esclamato quelli che siedono sui banchi del centrodestra. “Il presidente è nostro e ce lo eleggiamo noi”. Così scheda bianca.  Hai visto mai che Gentiletti ti sterza comunque un voto su Ferranti e poi sbandiera che il presidente l’ha eletto lui? Meglio non correre rischi, ma ovviamente – per scongiurare voci di dissapori già girate – niente candidature di bandiera. Risultato 21 bianche, 9 Patrizia Braghiroli, candidata che l’M5S sostiene per  la vicepresidenza.
Non è mancata l’occasione per creare un po’ di scompiglio, col consigliere Cicchini che accusava tutti quantomeno di incompetenza e la sinistra di tentare “inciuci”: un altro bastian contrario. Ma è possibile che Gentiletti fosse mosso da motivazioni poco nobili? .“A lui interessa la presidenza della commissione di controllo e vigilanza” chiosavano i Cinquestelle mettendosi un carico da undici.
Maggioranza compatta, anzi un blocco di bianco granito; Cinquestelle che vedono tre voti in più del previsto confluire su Braghiroli (uno di loro era assente), quelli della sinistra  a parte Vladimiro Orsini il quale non ha votato perché – ha sostenuto – non era garantita la segretezza del voto; Gentiletti è uscito dall’emiciclo e quindi risultava assente, Tiziana De Angelis con Filipponi ha scelto Braghiroli, così come Paolo Angeletti (Terni Immagina).
Un Pd che in qualche maniera è riuscito ad essere univoco, mentre nel partito continuano le divisioni e polemiche legate ad un congresso tenuto pochi mesi fa, ma reso vecchio come il cucco dai risultati elettorali. E così mentre tutti predicano compattezza, poi però nessuno la pratica davvero. Persino nei circoli, quelli che dovrebbero essere la scintilla per una rinascita: a  San Giovanni - Cospea, una delle “sezioni" più numerose, parecchi membri del direttivo si sono scagliati contro il "reggente" di cui vogliono le dimissioni. La sua colpa? Ha firmato insieme ad alcuni segretari di circolo  un documento che chiede il rinnovo degli organi dirigenti comunali e provinciali.
E mentre l’aereo precipita loro continuano a litigare sulla marca dei paracadute

Nessun commento:

Posta un commento

Coldiretti Umbia: Berioli presidente dell'Associazione Pensionati

“L’anima vera del mondo agricolo, sta nei profondi valori che esso riesce a trasmettere”: queste le prime parole di Roberto Berioli di Mag...

Post più popolari di sempre