01 luglio 2018

L'Associazione "Berlinguer"/ Terni e la sinistra: tutto da rifare

di Mario Andrea Bartolini e Giocondo Talamonti*

Alla Sinistra ternana non resta che una strada: un radicale cambiamento politico. La grave sconfitta patita alle amministrative del 7 giugno 2018, che ha fatto seguito a quella delle politiche del 4 marzo 2018, ci pone di fronte ad una situazione drammatica: in una città dove il  centro Sinistra ha governato da sempre (con l’eccezione dell’amministrazione Gianfranco Ciaurro), ed è giunto quasi al 70% dei consensi, le forze del Centro destra hanno potuto conquistare il Comune con il 49% del consenso popolare.
La sconfitta del Centro Sinistra risulta ancora più pesante se si considera l’alto numero di astenuti, la presenza percentuale del M5S e la riluttanza della Sinistra a trovare unità al suo interno, divisa e priva di progetti politici credibili.
Il candidato a Sindaco del Partito Democratico non è riuscito nemmeno a conquistare il diritto a partecipare al ballottaggio che, come è noto, ha visto confrontarsi gli esponenti del M5S e del Centro Destra.
Peggio di così non poteva andare. La Sinistra a Terni ha davvero toccato il fondo. In assenza di una radicale inversione di tendenza, non occorrono maghi per prevedere la sconfitta del Centro Sinistra al Governo della Regione Umbria. Discutere sulle molte cause della débacle che ha interessato l’Italia e l’Europa, richiederebbe troppo tempo. Più mirato è analizzare due aspetti: l’attacco incontrastato dei poteri forti alla maggioranza di Centro Sinistra priva di idee, ed i gravi e imperdonabili errori che hanno caratterizzato il lavoro del Sindaco e della Giunta: mancanza di idee e di capacità amministrativa nel gestire la situazione. Il dissesto si poteva e si doveva evitare, ma si è scelto di procedere con lentezza esasperante e con l’assenza di un progetto di riferimento per costruire il futuro di Terni.
Le forze della maggioranza di Centro Sinistra, e in particolare la parte pressoché catalizzante costituita dal Partito Democratico impegnata in beghe interne e a soddisfare interessi personali, hanno perduto la capacità di collegarsi con i cittadini e di rispondere ai loro problemi, ignorandone la natura. Non c’è stata una politica chiara a livello locale e nazionale. Le picconate ai diritti del lavoro: cancellazione dell’art.18 dello Statuto dei lavoratori, l’assalto alle pensioni (La legge Fornero), il jobs act e la precarietà. Si aggiunga l’introduzione della buona scuola che ha finito per scontentare tutti, nonostante investimenti rilevanti. Pesa come un macigno essersi piegati a supportare politiche di
Formazione Professionale (Regione) che, di fatto, hanno messo in crisi l’Istruzione Professionale (Stato).
Queste scelte castranti hanno lasciato campo libero ai populisti del Centro destra, spalancando un’autostrada su cui scorrazzare per carpire dolosamente il consenso degli elettori ternani.
La situazione impone una sola strada: dare vita ad un radicale cambiamento della politica di sinistra e a riscoprire la passione politica, troppo presto dimenticata, della vicinanza al popolo e della condivisione dei problemi. Il Popolo della Sinistra si è astenuto o ha votato Lega o M5S in segno di protesta perché la Sinistra in Umbria e in Italia da diverso tempo non ha fatto più la Sinistra. Si è, in pratica, smarrita, non sentendosi supportata dal riferimento partitico di una volta. C'è bisogno di rimodulare tutte le forze di Sinistra e di riprendere in mano i valori fondanti, riallestendo un tessuto
politico e culturale che possa reagire all'avanzata del Centro destra, ritornare ad ascoltare le periferie, essere presenti ai loro problemi e capire come dare risposte convincenti a tutti.
A tale azione va aggiunta la cura delle ingiustizie sociali e dei vincoli impropri che gravano sui cittadini e sulle imprese, primi fra tutti quelli di carattere burocratico. Nell’immediato, occorre mettere insieme quanti vogliono rilanciare il Centro Sinistra e intendano realizzare una iniziativa politica finalizzata ai seguenti obiettivi: 
1) impostare un’efficace opposizione al Centro destra nell’ambito del Consiglio comunale e nella città, coinvolgendo  i cittadini per renderli partecipi e protagonisti dell’azione politica.
2) tentare di raggiungere quello che attualmente sembra difficile, ma ancora possibile e necessario: difendere il Centro Sinistra appositamente rinnovato (discontinuità) al Governo della nostra Regione.
3) rilanciare una Sinistra unita e progettuale nella prospettiva regionale e nazionale con oculata scelta della classe dirigente che sarà chiamata ad attuarlo (Progetto).
Non è più tempo di tergiversare, non si possono più attendere la caduta dall’alto di eventi politici salvifici né, peggio ancora, rimanere paralizzati dallo scoramento. La Sinistra deve trovare le forze per reagire. L’Associazione politico culturale “E. Berlinguer” si farà promotrice di un incontro pubblico di quanti a Terni sono disponibili ad impegnarsi per rilanciare l’unità, capace di ricostruire un rapporto credibile con la gente ed elaborare una proposta politica che investa le nuove enerazioni.
*Presidente e segretario dell'Associazione "Berlinguer"

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