18 luglio 2018

Campi di Norcia, le particolarità della basilica di San Salvatore distrutta dal terremoto

La basilica di San Salvatore nel 1908 (foto da Bolletino BB CC del  Gennaio 1910)

Crollò in diretta televisiva la basilica di San Salvatore a Campi di Norcia. Rasa al suolo dal terremoto del 2016. Un ruolo di primo piano seppur nella disgrazia. D’altra parte la basilica di San Salvatore, la cui ricostruzione è in corso, deve il suo fascino proprio ad una serie di elementi singolari e di particolarità.


Ad esempio: quale chiesa d’origine romanica è doppia? San Salvatore lo era: due porte d’ingresso delle stesse dimensioni, due rosoni, grandi uguali seppur diversi nel disegno; due navate: a quella di sinistra costruita per prima sul sito di un antico tempietto romano ne fu affiancata una seconda, quella di destra, più spoglia. Un pozzo, al suo interno, praticamente davanti all’ingresso della prima navata, mentre la seconda pur non avendo il pozzo vantava, scolpito nelle pietre del pavimento, il progetto del campanile così come avrebbe dovuto essere costruito. Lo scalpellino, e i committenti, lo pensarono come una specie di messaggio pubblicitario per ottenere donazioni per compiere l’opera. Non si riuscì, però, a mettere insieme tutta la cifra che serviva, perché il campanile, che svettava come una specie di blocco di pietra unico alto una decina di metri, fu completato, tanto per finire, con una torretta campanaria di modeste dimensioni.
La basilica nel 2016 prima del terremoto
C’è un altro fatto particolare che riguarda San Salvatore, questo forse più “tecnico”. I dipinti murali realizzati in quella chiesa permisero di scoprire l’arte di due pittori nursini, Giovanni e Antonio Sparapane: lo riferì e spiegò, aggiungendo una minuziosa descrizione di com’era la chiesa nel 1908, Giuseppe Sordini in un saggio pubblicato sul Bollettino dei Beni Culturali nel gennaio del 1910. Sordini, funzionario della Soprintendenza, appassionato d’arte e di archeologia, fu Ispettore agli Scavi e ai Monumenti di Spoleto.
E ora, l’ultima particolarità, in ordine di tempo. La basilica di San Salvatore e i lavori per la sua ricostruzione sono entrati a far parte degli eventi collaterali ad una grande mostra, quella in corso in diversi centri umbri, i “Capolavori del Trecento, il cantiere di Giotto, Spoleto e l’Appennino”, in corso fino al 24 novembre.

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