06 giugno 2018

Tour de force per i candidati sindaco: la campagna elettorale è agli sgoccioli



Per Mariano De Persio è stato un tour de force: la sera incontro con l‘Ancescao, e quindi ad ascoltare i problemi degli anziani, di povertà vecchie e nuove, dei centri sociali  e dei loro  problemi… Poi s’è scusato ma era di turno di notte al Pronto Soccorso, dove lavora. Al mattino dopo incontro al Cesvol col mondo e i problemi del volontariato, le disabilità, la popolazione debole, i servizi che mancano…
D’altra parte è quel che tocca ai candidati a sindaco per le prossime elezioni comunali ternane.
De Persio è candidato per il Partito Comunista (”E basta – specifica – non partito comunista italiano). E di certi problemi, la sua parte politica, si interessa con passione e qualche volta con rabbia. De Persio è uno dei candidati, Insieme a lui gli altri sette (o meglio cinque e due mezzi, come vedremo): in ordine sparso Thomas De Luca (M5S), Andrea Rosati (Prima Terni), Alessandro Gentiletti (Senso civico e una “puntina” di Leu), Emiliano Camuzzi (Potere al popolo). Anche loro hanno fatto l’uno e l’altro confronto, misurandosi “de visu” con la gente viva e vivace seduta lì davanti a loro, con l’aggravio per De Luca di intervenire pure alla presentazione di quattro futuri assessori (sempre che vinca lui) prima di approdare allo stanzone del Cesvol. Qui Piergiorgio Bonomi (Casa Pound) non è intervenuto: altri impegni, che diventano sempre più fitti man mano che s’avvicina il “giorno del giudizio”. Ma c’era all’Ancescao.  Insomma del gruppo, nelle 12 ore ha fatto parte a metà.
A metà, è sembrato esser presente anche Paolo Angeletti (Pd e Terni Immagina), costretto a scappar via per “altri impegni” dopo un intervento non sempre brillante: una volta per n incontro faccia a faccia con soggetti diversi, un’altra la partecipazione ad un appuntamento promosso dal Pd che ha schierato tutti i membri dell’apparatnik per spiegare che conviene e votare Pd a chi già è predisposti a votare Pd.
Assente – ovviamente giustificato perché ogni candidato è libero di affrontare i temi che ritiene più importanti e compiere i passi conseguenti – Leonardo Latini, il candidato leghista del centrodestra. Che va compreso al pari di Mariano De Persio. Non perché anche lui abbia da fare il turno di notte, che forse nel suo caso sarebbe più agevole, per un motivo pratico: Latini è appoggiato – nell’ordine - nell’ordine da Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia  una lista che si chiama Popolo della Famiglia ed una lista civica che, con una botta di fantasia, ha deciso di chiamarsi nientepopodimenoché “Terni civica”. E’ chiaro come se la passa Latini: chi lo tira di qua, chi lo tira di là, ma lui sempre uno è. E così altro che turno di notte al pronto soccorso! Giornate di 48 ore gli servirebbero.
Però, un momento poteva anche ritagliarlo, mica tanto magari anch’egli per una toccata e fuga. Il confronto tra sindaci in pectore è stato comunque sempre interessante, perché tutti hanno espresso buone “pensate” differenziandosi l’uno dall’altro sul opiano logistico del come intervenire, dato che – ovviamente – tutti hanno dichiarato di averli a cuore i problemi che sono stati sottolineati. Ma soprattutto parlando con la gente negli stanzoni e non nelle stanzette aiuta tutti ad imparare molte cose. Ad esempio che la città non è solo quella che nascosta dietro uno schermo web è rappresentata dalle sentenze inappellabili, dalle fake news scambiate per versetti della Bibbiao, dall’acredine degli a-social. Permette di scoprire per esempio che continua ad esserci un mondo che opera nel volontariato, in cui anziani sostengono i nipoti precari, donne e uomini di tutte le età danno una mano ai disabili o a chi è solo, a chi è in difficoltà per mettere insieme il pranzo con la cena, che i migranti non sono tutti pusher e che molti di loro sono sfruttati ignobilmente in lavori assurdi.
Che c’è anche una città sociale e solidale, insomma, che va aiutata ad emergere; una comunità onesta che troppo poco è rappresentata e considerata. Che c’’è in sintesi una città che vive le proprie difficoltà – difficoltà serie, che vanno affrontate alla svelta – ma che non è poi quella sorta di landa percorsa da orde di barbari così come da certe parti viene superficialmente e irresponsabilmente dipinta.


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