21 giugno 2018

Libri/ Paolo Pileri: dieci anni dopo tanti campioni come lui lo ricordano così

Paolo Pileri (Motobi n.7) al via del Circuito dell'Acciaio a Terni
I suoi "colleghi" ed avversari, i piloti contro i quali ha corso e vinto oppure perso; i tecnici e costruttori delle motociclette che ha guidatoPaolo Pileri: chi è stato, cosa ha significato per Terni, la sua città, ma soprattutto: come lo ha conosciuto chi lo ha conosciuto da vicino?  nel campionato mondiale, in quello italiano, nelle gare da "cadetto". A dieci anni (e più, ormai) dalla sua improvvisa scomparsa è stato il figlio Roberto a prendere l'iniziativa di un libro che ricordasse Paolo Pileri attraverso
i racconti di persone che lo hanno incontrato sulle piste di tutto il mondo, per le strade di Terni, nella sua officina, magari al bar Aci a bere mezza birra dopo una giornata di intenso lavoro.
Un campione, comunque. Del mondo e non solo. "Lui, pur parlando tanto poco, mi ha lasciato un'eredità così grande che io, incapace di comprendere appieno, sto ancora scoprendo giorno per giorno", spiega Roberto Pileri in una breve inroduzione al libro (ricco di fotografie) dal titolo semplice, ma che non poteva essere diverso: "Paolo Pileri, ricordo di un campione".
"Ho sentito l'urgenza di questa pubblicazione - scrive Roberto - proprio per il contrasto che c'è tra la sua figura e il mondo di oggi, gli uomini di oggi... Gli ideali e la passione che lo hanno animato, i valori che si incarnavano nello sport, il suo essera antiodivo pèer eccellenza e con naturelezza". Un antidivo: non sarebbe stato facile - altrimenti - eserere campione del modo di motociclismo nella città del mito Liberati.
Un uompo fermo, Paolo Pileri. Ma non nel senso in cui usanoil termine coloro che corrono in motocicletta. La sua era fermezza di carattere. In pista era tutto un altro discorso. La moto era la sua passione, non solo per l'agonismo, ma proprio in quanto "essere", un essere praticamente animato. Come spiegare, sennò, che un giovanotto votato a fare il ragioniere nel negozio di famiglia diventa invece un tecnico di telai e di motori? Perchè le sue capacità di "mettere  posto la moto" nessuno poteva contestargliele. Magari, chi non lo conosceva, lo criticava per la sua parsimonia nel parlare, penssando che fosse il frutto di un caratteraccio. Ma non era così. Qualcuno non ci crede? Si legga nel libro cosa dicono di Paolo personaggi e campioni come Giuseppe Consalvi, Eugenio Lazzarini, l'ingegnere Jorge Muller, Pier Paolo Bianxchi, Gianfranco Bpnera, Pino Allievi, Giacomo Agostini, Marco Lucchinelli e tanti altri, compreso l'amico e rivale Fosco Giansanti, con Pileri "galletto" ternano del motociclismo, il cui racconto, nel libro, non poteva mancare.


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