03 maggio 2018

Pd ternano e candidature: tra Angeletti e Romito vince il rinvio


Cinema? Ma quale cinema! Meglio una serata in via Mazzini a Terni, sede del Partito Democratico. Specie se c’è la riunione dell’assemblea comunale che, a pochi giorni dalla scadenza dei termini, deve ancora decidere


che fare: candidare qualcuno sindaco di Terni per le prossime elezioni comunali del 10 giugno oppure no? Candidare un “civico” oppure no? E se si decide per un civico va bene Paolo Angeletti oppure è meglio Nicola Romito? Alla fine quelli del Pd hanno deciso di non decidere a di rinviare tutto di un giorno: dalla serata del 2 maggio al tardo pomeriggio del 3, tanto che fa’? Di tempo ce n’è.
Ore di dibattito. A quanto è parso tra i componenti dell’assemblea comunale del Pd, Angeletti e Romito non li conosceva nessuno. Beh, è una buona partenza. Ma allora bisognava fare a fidarsi. Chi sono allora i due papabili all’inizio di seduta? Nicola Romito, per chi lo presenta e lo sostiene, è un finanziere di “livello mondiale”, una specie di genio della Finanza internazionale che è molisano (o abruzzese) di nascita ma ternano di adozione, iol quale sarebbe disponibile a chiudere in un cassetto tutta la scienza finanziaria per fare il candidato sindaco di Terni, con l’unica prospettiva per ora concreta di fare il consigliere comunale di minoranza. Ci ha “piccolo neo”, stando a quello che hanno detto alcuni degli intervenuti: essendo stato vicedirettore di Mps sta passando guai per una faccenda che lo vede accusato di usura. Sarà pure come hanno detto i suoi sostenitori che basta poco, se uno lavora in banca, a prendersi una denuncia: basta dimenticarsi di esporre un foglio coi tassi d’interesse. E certo Romito è un uomo perbene: ma quanto giocheranno sulla faccenda gli avversari che si preparano alla cmopagna elettorale affilando il “roncio”? Allora vai con Paolo Angeletti. “Civico”? Per intendersi, adesso definiscono “civico” chi viene dalla società civile. Angeletti è certamente civile, ma civico, mica tanto! E’ stato consigliere regionale e comunale del Pci (o filiazioni varie), poi presidente dell’Ater, l’istituto case popolari insomma. Certo, a 72 anni non è più un enfant prodige come allora.
Alla fine però, la maggior parte degli interventi s’era espressa in favore di Angeletti. Sarebbe bastato avere un segretario che presentasse una proposta e la ponesse alla considerazione dell’assemblea: con l’avvertimento, che tutti erano chiamati a compiere un passo verso l’unità del Pd, davvero – però – non solo a parole e poi vedere quel che accadeva. In un modo o nell’altro il Pd un candidato a quest’ora lo avrebbe avuto. Non si capisce per andare dove, ovviamente, ma almeno finiva tutto il balletto che ricorda quei teologi che discutevano sul sesso degli angeli mentre i turchi “infedeli” stavano invadendo la città.

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